Prevenire il tumore al seno: storia possibile

Duplici e possibili sono le strategie preventive nei riguardi del tumore al seno: la prevenzione primaria e quella secondaria. La prevenzione primaria ha l’obiettivo di individuare e poter rimuovere le cause che contribuiscono allo sviluppo di un tumore (fattori di rischio). La farmacoprevenzione è una promettente modalità di prevenzione primaria, anche nel tumore mammario.
Essa ha la finalità di prevenire la comparsa del tumore grazie all’assunzione da parte della donna di sostanze che prevengono o interrompono il processo di cancerogenesi (es. derivati della vitamina A o sostanze ad azione ormonale). Per quanto i risultati della farmacoprevenzione del tumore mammario siano incoraggianti, ad oggi tuttavia tale approccio non è ancora considerato uno standard. Non vi è infatti unanime consenso sull’utilizzo di tali sostanze con finalità preventiva. È invece certo che nella maggior parte delle malattie, compresa quella neoplastica, sane abitudini alimentari e di vita ne favoriscono la prevenzione. Fondamentale è invece la prevenzione secondaria che ha l’obiettivo di ottenere la diagnosi più precoce possibile. La scoperta del tumore (in genere con la mammografia e l’ecografia) nella sua fase iniziale permette terapie meno aggressive e maggiori possibilità di guarigione. Essa oggi costituisce l’arma vincente nella lotta al cancro della mammella.

Prevenzione del tumore al seno: come ridurre il rischio

I principali fattori di rischio per l’insorgenza del tumore mammario non sono modificabili. Altri, se rimossi, possono nettamente ridurre il rischio di sviluppare il tumore al seno.
Fattori di rischio non modificabili

I seguenti fattori aumentano il rischio di sviluppare il tumore mammario.

• Età: la probabilità di ammalarsi di tumore al seno aumenta con l’aumentare dell’età della donna (sebbene circa il 60% dei tumori al seno oggi viene diagnosticato in donne di età inferiore ai 55 anni).
• Storia riproduttiva della donna: prolungata esposizione ad estrogeno e progesterone, quale si registra nel menarca precoce (prima degli 11 anni) o nella menopausa tardiva (oltre i 55 anni); nulliparità (nessuna gravidanza) o prima gravidanza oltre i 35 anni; non allattamento al seno.
• Familiarità: presenza nella famiglia di più componenti (madre, sorella, zia, nonna etc.) con un vissuto di tumore al seno e/o ovaio.
• Neoplasie e trattamenti pregressi: tumore all’altro seno, all’utero (endometrio) o all’ovaio, lesioni preneoplastiche della mammella; precedente radioterapia della parete toracica (es. per linfomi in età giovanile).

Fattori di rischio modificabili e abitudini di vita

• Terapia ormonale sostitutiva: i farmaci a base di estrogeno e progesterone, assunti dopo la menopausa per alleviarne i disturbi, possono lievemente aumentare il rischio di sviluppare un tumore al seno. Il rischio è proporzionale alla durata del trattamento.
• Obesità: il rischio di tumore al seno è più alto nelle donne che dopo la menopausa sviluppino una condizione di obesità o di sovrappeso. Anche l’eccesso ponderale durante la pubertà si associa ad incremento del rischio di sviluppare un tumore al seno in età adulta. Nel tessuto adiposo in eccesso infatti vengono prodotte maggiori quantità di insulina e di estrogeni in grado di stimolare la proliferazione cellulare.
• Scarsa attività fisica: il regolare esercizio fisico riduce il rischio di sviluppare un tumore al seno. Esso aiuta infatti a mantenere il peso corporeo, favorisce l’aumento delle difese immunitarie e restituisce all’organismo equilibrati rapporti ormonali.
• Scarso consumo di frutta fresca e verdura: una dieta ad alto apporto calorico, ricca di grassi e di zuccheri raffinati o con frequente consumo di carni rosse, aumenta il rischio di sviluppare un tumore al seno così come di altre patologie. Al contrario la dieta mediterranea, e più in generale il consumo di frutta fresca, verdura e olio extravergine di oliva, riducono il rischio.
• Alcol: il rischio di tumore al seno aumenta proporzionalmente al quantitativo di alcol assunto.
• Fumo: anche il tumore al seno sembra aumenti nelle fumatrici.
Modificare gli stili di vita significa eliminare quei fattori di rischio da cui dipendono oltre il 20% dei tumori al seno.
Per tale ragione, il mondo scientifico considera il controllo dello stile di vita – praticare una regolare attività fisica ,controllare il perso corporeo scegliere con cura la propria alimentazione regolamentare l’assunzione di terapia ormonale dopo la menopausa Molte donne sanno che un tumore al seno può manifestarsi anche in assenza di specifici fattori di rischio, per cause che ancora. non si conoscono.
Ecco l’importanza della diagnosi precoce, che si attua prestando anche attenzione alle eventuali modificazioni presentate dalla mammella, partecipando ai programmi di screening mammografico e sottoponendosi a periodici controlli clinico-strumentali. Purtroppo ancora oggi molte donne, inadeguatamente informate sui vantaggi derivanti dalla diagnosi precoce in assenza di sintomi, non si sottopongono a controlli di tipo preventivo e scoprono, spesso con le proprie mani, la presenza di un nodulo. Per questo motivo è necessario che le donne conoscano anche segni e sintomi con i quali un tumore della mammella può presentarsi (arrossamenti localizzati o diffusi; retrazione o modificazione del capezzolo;secrezione dal capezzolo; comparsa di un nodulo in sede ascellare; retrazione della pelle;) Nella maggior parte dei casi il tumore mammario si manifesta come un nodulo, variabilmente duro alla palpazione. In genere il tumore della mammella non provoca dolore e che nessuno di questi segni o sintomi è sicuramente indicativo della presenza di un tumore al seno. Per tale motivo qualsiasi cambiamento che la donna individui a carico del proprio seno deve indurla a richiedere un controllo da parte del proprio medico e/o di un senologo.

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